Tra Tortona e Giambellino, proponiamo in VENDITA splendido bilocale di circa 70 mq al piano seminterrato di uno stabile anni 70. La via Giambellino “felliniana” Dal Bar Gino, dal suo bancone in radica di noce e ottone, prodotto dalla Zanchi e Angeloni e dal suo biliardo (che ora non c’è più…) sono passati in tanti.Dai famosi Duilio Loi, … Non hai paura a muoverti in bici, di notte, in periferia?”, mi sobillava qualche milanese dal passo svelto. Un primo intervento è stato realizzato presso il Mercato comunale di via Odazio,  luogo semivuoto che tre anni fa rischiò di trasformarsi nell’ennesimo supermercato. Forse Milano non era poi così piatta; forse c’era della brace, sotto le macerie lasciate al mattino dalla movida straziante dei Navigli. Tra Tortona e Giambellino, proponiamo in VENDITA splendido bilocale di circa 70 mq al piano seminterrato di uno stabile anni 70. Registrati. I marciapiedi del quartiere sono vere e proprie discariche a cielo aperto, chiunque passi per la via si sente autorizzato a scaricare di tutto, risparminadosi così la … Milano zona 11 . ze via Santa Rita da Cascia / via Ettore Ponti in condominio medio/signorile anni '70 con servizio di portineria e … La ligera, quella della Casbah di cui parlava Nando, si mescolava ai compagni del rione, e nessuno aveva niente da ridire: “Nelle vecchie osterie popolari, frequentate da proletari e sottoproletari, con la chitarra, i Mariet, i Rinun, i Pinza cantavano le vecchie patetiche e qualche volta struggenti canzoni popolari, come la bellissima Addio Lugano bella, Gli scariolanti del Po, Le mondine, L’uomo della ferriera, Lo spazzacamino, Profumi e balocchi mescolate a quelle tipiche della malavita: Porta Romana, Ma mi e tante altre”, raccontava Gino Montemezzani, compagno e amico di famiglia citato da Manolo. Si era aperta una stagione rivoluzionaria, gli operai entravano in contatto con gli studenti, e Pierino e Heidi, i genitori di Manolo, fecero conoscenza con alcuni compagni dell’Università di Trento: Margherita “Mara” Cagol, Renato Curcio e Giorgio Semeria. Gli altri due, un maschio di 16 e una bambina di 10 anni, sono ricoverati in gravi condizioni.La famiglia è originaria dell'Ecuador, residente a Milano da molti anni, nel quartiere Giambellino. Almeno, nel 2008 era questa la sensazione che mi lasciavano addosso certe conversazioni: nei bar, nelle trattorie, in qualche vecchio negozio. Ce n’era uno nei giardini di largo Giambellino, tra via Odazio e largo Gelsomini, di fronte alla chiesa. “Non lo vedi come vivono, questi immigrati? “Visto come chiacchiera? Alle 21,30 c’è la proiezione. È bellissimo, il padrone l’ha addestrato proprio bene”, aveva detto un anziano signore, mentre tirava una tenda davanti all’ingresso della sua merceria, una delle più antiche di Milano. L’indirizzo è Cinema Giambellino… D’altronde, l’immigrazione si saldava a un territorio stravolto, una piccola frontiera spazzata dal vento dell’incuria e dell’oblio. Decisi di perderci del tempo e la domenica, anziché naufragare in centro o nei soliti posti da terroni milanesizzati, iniziai a frequentare il quartiere. Non solo in senso metaforico, ma fisico: la si poteva percorrere in bici da nord a sud senza incontrare una salita. Lasciamo per un attimo in sospeso chi sia l’autore di questa frase. Rumori dal Giambellino è una creazione sonora che racconta un quartiere di Milano attraverso le voci dei suoi abitanti, dagli anni 70 a oggi. ze Navigli/via Giorgio Merula (in prossimità della nuova fermata M4) in stabile civile anni '70 videosorvegliato con servizio di portineria (mezza giornata), ascensore e giardino condominiale, proponiamo ampio bilocale di mq70ca. È una donna dal passato accattivante. Ringraziai Rino e acquistai il libro. M.U. Milanese da varie generazioni, Ulla si è trasferita in Giambellino da via Farini, ormai 25 anni fa. Qualche sasso era stato lanciato, e le acque di quello che sembrava uno stagno avevano ripreso a circolare, comunque la si volesse vedere. Nel quartiere la presenza comunista era palpabile, e visti i tempi – negli anni Cinquanta i “rossi” non erano amati dalle nascenti istituzioni – i militanti si incontravano negli ex rifugi antiaerei delle case popolari, ribattezzati “catacombe”. Per capire che personaggio fosse mio zio, avresti dovuto vedere il suo funerale. 44/19 Gabetti Santa Rita / Famagosta - Ad. ), decisi di trasferirmi al Giambellino, un quartiere popolare nel quadrante sud-ovest della città. Gli agenti avevano risposto con i gas lacrimogeni, e gli abitanti avevano bloccato la linea del tram, erigendo delle barricate con i cassonetti. Mi diede una sensazione di trapasso così profonda, così irrimediabile, che dovetti uscire subito fuori, al sole, all’aria. Un’istallazione audio da fruire attraverso dispositivi analogici e digitali. Alcune foto, poi, raccontavano luoghi che faticavo a immaginare: in una, al posto della via Giambellino piena d’auto che conoscevo, c’erano cinque ragazzi in giacca e cravatta con il vento tra i capelli e un enorme prato aperto alle spalle. In realtà questo bar, in total look anni ’70, ha aperto solo da pochi anni attirando … Insomma: avevo scoperto che il Giambellino era stato la culla della lotta armata in Italia. Via Ettore Ponti 62, Milano Trilocale Vendita. 70, posto al piano seminterrato di una palazzina di quattro piani degli anni... 230.000€ 2 cam Liggio, i fascisti, gli 007: la mafia anni 70 a Milano Stampa Dettagli Pubblicato: 26 Febbraio 2018 di Stefania Limiti Beccaria e Turone raccontano la storia del corleonese protetto dagli Affari riservati Quando entrò nella macchina”, . E quelle case un po’ tristi, cui soltanto il sole restituiva un po’ di splendore, avevano ospitato le riunioni di giovani che volevano fare la rivoluzione, eredi dei partigiani (e delle loro armi) come delle bombe di piazza Fontana e di piazza della Loggia. Stava lì, col suo Campari tra le dita e un accento impastato di Napoli e Milano, dal timbro sornione e femminile. Nel cortile erano ammassate montagne di chincaglieria: bulloni, chiodi, tappeti, madonnine, vecchie scarpe, giocattoli sbiaditi e ferraglia di ogni tipo. Qui venivano Gaber, Celentano, Ricky Gianco, Gino Bramieri…”. Il Giambellino, infatti, sarà attraversato dalla nuova linea blu della metropolitana, che prevede ben tre stazioni nel quartiere: Gelsomini, Segneri e San Cristoforo, la stazione ferroviaria oggi sottoutilizzata che farà anche da capolinea, in piazza Tirana. Nell’autunno del 2014, però, in città accadde qualcosa che mi riportò su quelle strade sgangherate. E le occupazioni intanto aumentano, favorite dalla presenza di tanti alloggi vuoti». Lo ricordo ancora negli anni 70, ma quelli erano gli anni in cui in quella zona c’era più eroina della farina per cucinare, per cui lo fecero sparire in fretta. Aveva un accento vagamente pugliese, e mi disse: “Eh, meno male che almeno questa merceria esiste ancora. Location e locali originali dove festeggiare il tuo compleanno a Milano - Giambellino e sale per feste da affittare in Ville, Hotel, Ristoranti, ecc. Qui, dove l’unico banco pienamente funzionante è la macelleria “da Vito”, che vende carne e la prepara al momento, è stata costruita una piccola pedana di legno e sono state inserite delle fioriere. Lontano da loft e showroom di lusso, a due passi dal quadrilatero Aler dove non si sfila in passerella ma si La sua vitalità. Al nuovo indirizzo della “Base popolare”, in via Manzano, divenuta Comitato degli abitanti Giambellino-Lorenteggio, ho trovato una decina di giovani impegnati a sistemare un cortile e ad allestire un pranzo di quartiere, fatto di pollo, riso, cous-cous e humus, preparati da sorridenti signore arabe e sudamericane. Vendo peluches e giochi anni 80/90 VINTAGE: - 1 adorabile Peluche Popples (1985) floreale che quando si chiude ha la forma di un fiore = 30 euro -cofanetto tascabile Polly Pocket contenente un anello, … editrice, Presa di posizione di "No arsenali Si ospedali" sul "Dono di Natale da 200 miliardi", La soluzione alla crisi delle Regioni non è la rivitalizzazione delle Province, A Centocelle la lotta per riaprire e dare senso alla scuola, Recovery plan, l’occasione persa dell’edilizia pubblica, L’Emilia-Romagna rigenera la variante degli abusi edilizi, Nel futuro con la bussola delle disuguaglianze, Conte invia segnali di pace, Iv apprezza. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. “Il quartiere è cambiato in maniera terribile”, sorride Giancarlo, il segretario della Cooperativa; “Adesso di milanesi ce ne sono pochi, sono tutti zingari e immigrati. – Il bar del Giambellino La genesi del nome, che solo i veri Imbruttiti riconosceranno, rimanda alla grande storia del quartiere. Tre ore in compagnia di MRP75 e del Dr. Joe Setty, tra notizie, rubriche, ospiti e grandi successi musicali! ISSN WEB 2465-128. 94 case con più di 80 mq in Lorenteggio-Giambellino, da 56.250 euro di privati e agenzie immobiliari. La sera stessa iniziai a leggerlo, immergendomi in una Milano sconosciuta, evidentemente trascorsa eppure così viva, fresca per me. Negli anni Sessanta, infatti, il quartiere era costruito solo in parte: qualche casa popolare (le prime, vicino piazza Napoli, risalivano agli anni Venti), diverse fabbriche (la Osram e la Loro Parisini di via Savona, e poi la Tallero e la Ferrotubi) e campagna a perdita d’occhio, puntellata da qualche cascina e ricamata dall’acqua del Naviglio Grande e delle sue mille rogge, piene di zanzare e cavedani. Gli altri due, un maschio di 16 e una bambina di 10 anni, sono ricoverati in gravi condizioni.La famiglia è originaria dell'Ecuador, residente a Milano da molti anni, nel quartiere Giambellino. E via dicendo. I Morlacchi erano iscritti, ma nel 1960 parteciparono a una storica scissione dal partito, che secondo i “dissidenti” aveva assunto posizioni revisioniste: nacque così Luglio ‘60, un gruppo politico vicino al maoismo che portò uno dei fratelli, il Dino, a fare addirittura un viaggio in Cina, ricevuto nientemeno che dal Grande Timoniere in persona. Ed ecco che al posto della Bersagliera, dove si cantava in milanese davanti a un piatto di brasato, c’era un ristorante marocchino: specialità di pesce e cous-cous; dove c’era il prestiné (il fornaio, in milanese) sorgeva un piccolo phone center con insegne in arabo e romeno, mentre lungo i marciapiedi sporchi e i parchetti incolti erano sempre più frequenti i passeggini spinti da capi dolcemente velati: donne robuste dal passo morbido che camminavano a testa bassa, sotto lo sguardo severo di vecchie milanesi affacciate ai davanzali. Decisi di andare a vedere. La nostra azienda opera nel settore del modernariato zona Giambellino Milano da oltre 35 anni e ha maturato un’esperienza consistente nel settore, fidelizzando una clientela soddisfatta. Si tratta di un cinema popolare di terza visione, ubicata in un quartiere periferico: è l’evoluzione del modello di sala rionale degli anni … Poi invece, scoprii che si trattava di un posto al civico 50, vicino piazza Napoli: ai tempi della canzone si chiamava Bar Gino, dal nome del fondatore, Gino Galli; oggi si chiama Bar Masuri: il nuovo proprietario, Nando (nipote del Gino) gestisce anche la salumeria accanto. Una pedalata di quindici, venti minuti, ed ero già sotto le coperte. Iniziai a sfogliarlo, e l’occhio cadde subito sul terzo capitolo, dal nome familiare e decisivo: Giambellino. Una mostra sonora che racconta il cambiamento Negli anni ’60 e ’70, di grande partecipazione e dibattito, Giambellino era una zona estremamente viva. Due ragazze dell’Est Europa brigavano tra le stoffe e le reti dei letti, mentre un operaio dalla faccia cotta saldava due cavi elettrici. Giambellino”, un progetto improntato sul modello dello sviluppo di comunità orientato al sostegno della coesione sociale di quartiere. Nel 2009 lasciai il quartiere per andare in Ticinese. E piazza Tirana stava ancora lì, con i suoi zingari a giocare sulle altalene e il suo traffico, il suo tram, e le sue case basse e brutte, e tutta la sua enorme storia da raccontare. “Qui è pieno di case vuote, lasciate cadere a pezzi”, mi spiegò una ragazza della Base; “Eppure gli sgomberi continuano, così come i distacchi del gas di chi non riesce a pagare la bolletta. Renato Costantini Vallanzasca, comunemente noto come Renato Vallanzasca (Milano, 4 maggio 1950), è un criminale italiano. Il Giambellino è uno dei quartieri più esposti ai rischi peggiori, il rione è ormai degenerato in una situazione mostruosa. Sull’uscio di una casa popolare in via Giambellino c’è Mario, novant’anni. Mi avventurai all’interno del capannone, dov’erano stipati mobili di ogni sorta ed epoca: ai piedi di una credenza, dove stavano appoggiate tele brutte dalle cornici sgargianti, vidi un quadretto con la foto in bianco e nero di una bambina: aveva un grembiule con il fiocco candido, una biro tra le dita e un’enorme carta geografica dell’Italia alle spalle. Quegli anni, storicamente rappresentati come cupi, pesanti, iper-ideologizzati (“di Piombo”, appunto), facevano a pugni con l’affresco vivace e umanissimo tratteggiato ne La fuga in avanti: gli zii di Manolo frequentavano posti come il Pinuccia Folk, sotto il ponte di via Carlo Troya, o la Bersagliera, trattoria di riferimento di piazza Tirana; locali pieni di vita, dove Jannacci beveva e cantava insieme a Renato Vallanzasca – altro personaggio cresciuto al Giambellino –, a qualche prostituta dall’ugola d’oro e a normalissimi abitanti del quartiere. La Milano che non esiste più, la Milano che potrebbe essere. Sono tornata al Giambellino qualche settimana fa, per capire se i germogli che avevo scorto nel 2014 fossero fioriti. Una volta al mese, di sera, il mercato resta aperto per aperitivi e concerti, su iniziativa dell’associazione Dynamoscopio. “La ligera erano semplicemente i ragazzi del quartiere… Venivano dalla Casbah, così ciamaven la zona laggiù, vicino piazza Tirana. Il quartiere ne eredita le diverse esperienze e, grazie alla … È morto il 7 marzo del 1981. Prima di andar via vidi una specie di robivecchi, tra la cooperativa e la vecchia Bersagliera, che nel frattempo si era trasformata in un ristorante peruviano. L’omone dai baffi spessi con la camicia di flanella non c’era più: al suo posto, un cinese dall’età indefinibile, che aveva già fatto amicizia con il gruppo di avventori, gli stessi di sempre. Di conseguenza, rientravo a casa alle tre di notte; sempre, rigorosamente sulle due ruote. Per proseguire con la lettura de il manifesto effettua l'accesso in questa pagina. L’ultima volta che ho passeggiato in via Segneri c’erano transenne sormontate da un’enorme gru, per gli scavi della metropolitana. Via Giorgio Merula 7 in Milano Bilocale Vendita Rif. In piazza Tirana, una delle poche realtà sopravvissute al tempo è la Cooperativa, una specie di circolo ricreativo dove i vecchi giambellinesi si riuniscono per giocare a carte, a carambola o a stecca sul velluto dei biliardi. recuperali. Allora, per evitare che disturbino gli anziani, che vengono qui per star tranquilli, alle otto di sera chiudiamo e lasciamo entrare solo i soci”. Tutto questo è possibile al Ligera Ink, il tattoo shop nel cuore del quartiere Giambellino, un luogo scelto non a caso. Mentre mi perdevo a contemplare titoli su Marx, sui Weather Underground e sulla cultura punk, il libraio – che in quell’occasione era Rino, ma di solito c’è Totò – mi suggerì un libro, che allora era appena uscito: La fuga in avanti. Incluso microfono per registrazione audio (vedi foto). Quando arrivavano al bancone, però, non sentivi la differenza. Giambellino,Via Massimo Gorki, vendesi ampio open-space di mq. Esprimo il consenso al trattamento dati personali per le finalità descritte al punto B) dell'informativa di MOLESKINE SPA (Comunicazioni Promozionali) *, Esprimo il consenso al trattamento dati personali per le finalità descritte al punto C) dell'informativa di MOLESKINE SPA (Profilazione) *. Alle 19 e 30 c’è la possibilità di prendere aperitivo o cenare. Giambellino, Via Massimo Gorki, vendesi ampio open-space di mq. […] In più di una occasione, su numerosi tetti delle case tra piazza Tirana e via Lorenteggio comparvero scritte e bandiere dell’Organizzazione”. Oggi invece, con tutti questi immigrati…”. I “cinesi” riempivano i muri del quartiere di ideogrammi orientali, mentre i “fazzoletti” (così venivano chiamati i fascisti) e la polizia erano scacciati non solo dai comunisti e dalla piccola delinquenza locale, ma anche dalla varia umanità del quartiere, che li proteggeva come il fiume fa con i suoi pesci. Per favore, correggere i seguenti errori di input: Non ricordi la tua login e/o la password? I genitori di Manolo furono arrestati più volte, come gli zii e tanti altri compagni, mentre l’eroina conquistò le strade del Giambellino, bruciando come calce viva intere generazioni di giovani. Immagini, queste, che affioravano nella mia testa come tappi di sughero, anche se in realtà non potevo averne memoria; e che mi lasciavano addosso la nostalgia di qualcosa che non avevo vissuto, ma che sentivo comunque appartenermi, in qualche modo. Giambellino, Via Massimo Gorki, vendesi ampio open-space di mq. Il Giambellino è uno dei quartieri più esposti ai rischi peggiori, il rione è ormai degenerato in una situazione mostruosa. Il Laboratorio di Quartiere Giambellino-Lorenteggio invita alle visioni di film con ingresso gratuito. Fondo di garanzia Legge 662/96 ISSNA Stampa: 1594-5529. Il fatto è che al Giambellino erano rimasti solo gli anziani, abbandonati, di fatto, alla contemplazione della loro vecchiaia. composto da ingresso, soggiorno con balcone, cucina … Il Giambellino è il territorio dove cresce il mito della famiglia Morlacchi e delle prime Brigate Rosse, ma anche il quartiere di formazione criminale di Renato Vallanzasca (e di tanti altri) nonché uno dei primi supermercati dell’eroina a Milano già a metà anni ’70. Alle dieci del mattino erano già lì con il loro bianchetto: in cinque o sei, litigavano per le partite di calcio della sera prima e si sfottevano sonoramente giocando a carte. Girato l’angolo, poi, c’era il “Bar Sincero”, in largo Giambellino; l’aperitivo, in posti come quello, era il classico Campari col bianco accompagnato da uova sode, noccioline, sottaceti e qualche fetta di salame. Qui, fra gli anni 60 e 70, è cresciuto Renato Vallanzasca e ha formato la sua prima banda, qui è sorto il nucleo storico delle Brigare rosse, da qui si è diffuso lo spaccio di eroina, qui c’erano le bische di Turatello, figlio naturale di un boss italoamericano. Improvvisamente, su giornali e tv esplose una campagna martellante contro le occupazioni abitative, additate come una delle cause principali del dissesto economico di Aler, l’ente regionale che cura l’edilizia popolare. In seguito al boom economico, negli anni ’60 e ’70, si sono moltiplicate le fabbriche, soprattutto lungo il Naviglio Grande e la ferrovia. Il Giambellino che conoscevo io aveva un vecchio cuore esausto, che ormai batteva a fatica. La rivoluzione è un fiore che non muore. Sei alla ricerca di locali per la tua festa di 18 anni a Milano - Giambellino?In Meeting Hub puoi trovare una selezione delle migliori location per eventi, ristoranti, hotel e locali per feste di diciottesimo, da affittare per dar vita a una festa di 18esimo a Milano - Giambellino… Ai sensi e per gli effetti degli articoli 7, 13 e 23 del D.Lgs. 70, posto al piano seminterrato di una palazzina di quattro piani degli anni cinquanta. Rif. Tra i manifestanti, con mia sorpresa, c’erano tante donne – per lo più italiane – e un gruppo di giovani che non avevo mai visto.