Fondazione Museo di Palazzo Moroni - Via Porta Dipinta, 12 - 24129 Bergamo - C.F. Architecturally, the 16th century was the key period for the Palazzo Bo. Sotto la volta dell’androne, fino alla prima meta dell’Ottocento vi era dipinta una bilancia con due piatti in perfetto equilibrio; su uno di essi v’era una costruzione e sull’altro un mucchio di denari ed  accanto un’iscrizione : “Aequa lance librandum” (“si deve agire con i piatti della bilancia in equilibrio”), come a dire che non si deve costruire una casa se non si ha denaro a sufficienza per terminarla: una massima che sottolinea l’operosità e la saggezza della famiglia Moroni. 232, 67 b/w plates, 46 col. plates, cm 21x30,5. L’abitazione è stata realizzata rinnovando una parte di magazzino e di fienile di un palazzo storico a Montevecchia, ... chair by sawaya e moroni. Il palazzo edificato dagli stessi Moroni tra il 1636 ed il 1666 presenta un fronte assai esteso e sobrio, in netto contrasto con l’impronta barocca data da G.G. Nove sono le statue bronzee poste sulla balaustre e riportano sul basamento la scritta il motto che le rappresenta. Committenti d'Età Barocca. La proprietà prosegue con il grande parco dove sono coltivate piante di gelso, di ciliegio.[13]. [14] Il Cavaliere in rosa, fu usato molte volte come soggetto per mostre del Seicento lombardo proprio per questa sua caratteristica tipica di fenotico lombardo, tra i dipinti più conosciuti del Moroni. L’itinerario proposto comprente la visita alla chiesa Ai mobili francesi laccati si aggiunge un camino marmoreo su cui spicca una specchiera di rara eleganza. Inside the Scuola della Carita' there is a series of wonderful affreschi. I suggestivi ambienti costituiti dalle grandi Sale di Palazzo Moroni conservano un meraviglioso ciclo di affreschi ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, realizzato dal 1649 al 1654 da Gian Giacomo Barbelli, qui coadiuvato dai quadraturisti Giovan Battista Azzola e, nella Sala della Caduta dei Giganti, da Domenico Ghislandi, padre del celebre fra’ Galgario. XVII, e restaurato alcune decorazioni, prima metà del sec. Nella piccola ma esemplare Sala Cinese, i medaglioni del plafone sono raccordati da riquadri irregolari che attenuano l’andamento curvo del soffitto; prevalgono i colori celeste e rosso cupo che supportano la decorazione di un paesaggio dipinto con un insolito effetto avvolgente nella parte alta delle pareti. Preziosa testimonianza del programma iconografico della dimora è un libretto, scritto e pubblicato dall’erudito nel 1655, intitolato Le Misteriose Pitture di Palazzo Moroni, nel quale sono descritte e spiegate con precisione e dovizia di dettagli le decorazioni degli ambienti di rappresentanza (2). Più consistente è la sezione ottocentesca, costituita principalmente da paesaggi, molti dei quali opera di Pietro Ronzoni, ma anche da bellissimi ritratti di Cesare Tallone e Giuseppe Sogni. A destra dell'androne si accede all'ampio scolane d'onore a due rampe che accompagna al mezzanino, e al primo piano. La questione fu considerata un affronto a tutta la famiglia. Mentre ai quattro angoli sono riprodotti gli stemmi della famiglia. La ristrutturazione eseguita nella metà dell'Ottocento, gli ha conferito l'aspetto che conserva. FRANCESCO TABUSSO (1930-2012) OLIO SU TAVOLA, STUDIO PER LE TENTAZIONI / DIPINTO. Un percorso libero per conoscere Palazzo e Giardini Moroni. Il plafone è solo l’inizio di un “racconto”, che continua sulle pareti secondo una stretta concatenazione di eventi-rappresentazioni. Particolarmente raffinato è un piccolo ambiente voltato a botte e interamente affrescato, sulle cui pareti è raffigurata un’illusionistica balconata, decorata da putti e vasi di fiori, affacciata su un verdeggiante paesaggio. L'appartamento si trova in un edificio della fine dell'700 un tempo era una depandance del Palazzo Moroni una residenza nobiliare. Al secondo livello si accede da una gradinata posta tra due muri di contenimento e presentano piantagioni di biancospino, rose e iris. Da quel momento ho intrapreso un lungo e appassionante viaggio di scoperta ispirato alla mia città, sperimentando modalità espressive del tutto inedite e personali: un viaggio che, dopo una pausa di studio e di ricerca, oggi prosegue proponendo nuovi spunti, prospettive e approfondimenti. In foto: Bergamo, i giardini di Palazzo Moroni Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico: queste le “Giornate FAI”. Questo luogo è attualmente dedicato a progetti di nuove piantumazioni e ad eventi stagionali con grande affluenza di pubblico. Nel 1798 allo stemma venne aggiunta l'aquila imperiale dopo che il duca di Sassonia Weimar conferì il titolo di conte ad Antonio Moroni. Vi è poi una fascia intermedia in chiaroscuro decorata con figure e scene di vario genere. Il programma iconografico di questo ambiente, reso spazioso dalle decorazioni, è un’evidente celebrazione delle virtù dei Moroni. Il disegno plastico dei grandi corpi che cadono e l’insieme della composizione regalano un effetto suggestivo, tanto da accentuare l’azione di gravità terrestre e dare l’impressione di un autentico precipitare. Forgot your password? Palazzo Moroni. Disposte dalla prima alla seconda rampa di scale, fra fregi, pilastri e scorci di architettura dorica, le nove statue bronzate presentano sul basamento il motto che le contraddistingue. Protetto sul lato verso la corte interna da una balaustra in pietra decorata con vasi scolpiti, il primo terrazzamento è caratterizzato da un parterre formale tipico dei Giardini all’Italiana. Gli affreschi del Barbelli nelle grandi Sale del piano nobile. Il soffitto, affrescato in modo da conferire all’ambiente l’illusione di una maggior altezza, raffigura l’atto in cui il Padre Eterno comanda all’Arcangelo Gabriele di informare Goffredo della missione che dovrà compiere in Terra Santa; e quello in cui l’Arcangelo informa Goffredo e un gruppo di angioletti che circonda l’Onnipotente, il quale appare fiducioso di quanto le truppe cristiane si apprestano a compiere. I Giardini di Palazzo Moroni rappresentano una vasta area verde nel cuore della Città Alta di Bergamo che, grazie all’intervento del FAI – Fondo Ambiente Italiano, è oggi aperta al pubblico. The episcopal seat was transferred from Vicohabentia (Voghenza) to the newly founded Ferrara in 657. Insieme agli affreschi che decorano la splendida teoria delle sale del piano nobile, si ammirano gli arredi e le preziose collezioni d’arte acquisite nei secoli dalla famiglia Moroni, tuttora proprietaria del palazzo. Il Salone, dedicato a Torquato Tasso e alla sua “Gerusalemme liberata” è il più ricco di decorazioni. Sono composti da quattro generose terrazze di impianto seicentesco – impostate lungo la forte pendenza del colle di Sant’Eufemia -, e da un’area vasta, detta “ortaglia”, in parte terrazzata, frutto di annessioni ottocentesche e destinata a colture produttive. Via porta dipinta, 12, Bergamo. Un’affascinante storia d’amore, ma anche di riscatto: come Psiche riesce ad ottenere dopo una serie di prove l’immortalità, così i Moroni celebrano la propria ascesa sociale, raggiunta con fatica grazie alle numerose abilità e alla forte determinazione. ... disegnati da Vincenzo D'Alba per Affreschi & Affreschi. Questo dipinto, molto plastico, colpisce l'osservatore dandogli la sensazione di reale caduta dall'alto dei colossi attratti dalla forza gravitazionale della Terra. Concessione Fondazione Museo di Palazzo Moroni, 2019. Le Collezioni del Principe Emanuele Filiberto di Savoia a Palermo e la Decorazione di Palazzo Taffini d'Acceglio a Savigliano Failla, Maria. ORIGAMI FURNITURE - Italian company specialized in innovative cardboard furniture, interior design and exhibition stand. [10] La sala dell’Età dell'Oro detta anche sala delle stagioni presenta sul soffitto l'affresco raffigurante Saturno circondato da quattro personaggi che rappresentano: Pace, Abbondanza, Semplicità e Allegrezza. La pianta nel dialetto locale viene detta marù e da questo nacque il cognome Moroni. Non mancano infine testimonianze della pittura barocca, come i paesaggi di Pietro Roncelli o le stravaganti bambocciate di Enrico Albricci. In asse con il primo terrazzamento, un’elegante scalinata adornata alla sommità da statue di putti e vasi scolpiti collega il secondo e il terzo terrazzamento. Molto ricca è la collezione di ceramiche, che raccoglie oggetti realizzati da alcune tra le principali manifatture europee attive tra Sette e Ottocento, tra cui Meissen, Wedgwood, Sèvres e Capodimonte, e opere provenienti dal lontano Oriente, unico custode per secoli del segreto della porcellana. con plafone a volta affrescato da una serie di motivi a chiaroscuro ripetuti nella fascia perimetrale sottostante, che si alterna alla tappezzeria damascata grigio-perla. Il palazzo non venne costruito con la facciata principale rivolta verso via Porta Dipinta. Ed infine una curiosità: al pianterreno di Palazzo Moroni sono conservati alcuni affreschi “strappati” dalle pareti del demolito Palazzo Olmo. La stanza da bagno, a stucco lucido, conserva invece una vasca in marmo costituita da un unico blocco, la cui realizzazione risale ai primi dell’Ottocento. Nella Sala della Caduta dei Giganti, decorata dal Barbelli con quadrature di Domenico Ghislandi, ciò che colpisce di più il visitatore è l’immagine dei Colossi che, fulminati da Giove, cadono verso il suolo con gli stessi macigni che si erano portati come armi. Fatti decorare dal conte Antonio Moroni intorno al 1835, questi ambienti – la parte più abitata del palazzo – mantengono l’impronta del passato conservando gli accostamenti e le scelte originarie: negli arredi scelti con gusto, nei preziosi dipinti, nelle tappezzerie, nei soprammobili di autentico antiquariato, nelle specchiere antiche, nei lampadari, nei tappeti, negli ornamenti floreali. Palazzo Moroni si trova a Bergamo in via Porta Dipinta civico 12, conserva al suo interno una ricca collezione di oggetti nonché dipinti di Giovan Battista Moroni, Bernardino Luini, Cesare Tallone, che sono il patrimonio artistico della famiglia dei conti Moroni gestito dalla Fondazione Museo del Palazzo Moroni ricevuto come dono dal conte Antonio dopo la sua morte del 2009. I campi obbligatori sono contrassegnati *. La massicciata è coronata da una balaustra in pietra, ornata da anfore, che delimita il primo terrazzo dei giardini, di impianto seicentesco, aperto sul parco come un autentico polmone verde che si allunga sino ai piedi del Colle di Sant’Eufemia. I dipinti proseguono sul fregio della parete con il prosieguo della storia e con la raffigurazione delle quattro figure femminili che rappresentano la Fede, la Fatica, la Bravura e la Vittoria. A very nice and interesting tour is offered by one of the people involved in the restoration, usually at the entrance (entrance is free! Il matrimonio tra una giovane della famiglia Moroni e uno della famiglia Benaglio che viveva nella vicinanze. Il letto è sovrastato da un baldacchino drappeggiato. Le altre hanno un aspetto virile e sono dedicate al Consiglio, allo Zelo, al Disprezzo ed al Giubilo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 nov 2020 alle 14:23. La sala detta la Caduta dei Giganti ha il grande dipinto di Giove che colpisce con i fulmini i colossi. Nel 1649 Francesco Moroni ne affidò la decorazione a Gian Giacomo Barbelli (1604-1656), fecondo pittore cremasco, autore di pregevoli affreschi come quelli di un’altra prestigiosa dimora cittadina, Palazzo … Il soffitto conserva tre dipinti raffiguranti le vicende di Amore e Psiche come celebrazione dell'ascesa sociale della famiglia nella città di Bergamo.[9]. (2) Cfr. Nel 1599 la salma della martire protocristiana Cecilia venne riportata alla luce durante i restauri della basilica a lei dedicata nel rione Trastevere a Roma. Quattro sono figure di donna e rappresentano la Fede, la Bravura, la Fatica e la Vittoria. Ai mobili francesi laccati si aggiunge un camino marmoreo su cui spicca una specchiera di rara eleganza. Un fregio dai colori chiaro scuri che attraversa per tutto l'ambiente, raffigura scene di differente genere. ... lezioni che il marchese teneva gratuitamente presso il suo palazzo dove il De Sanctis avrà modo di conoscere il Leopardi e dove avviene la sua vera formazione. Insert your email/login here and receive it at the given email address. A partire dal 1600 il nome dei Moroni si legò soprattutto alla coltivazione del gelso – indispensabile per la formazione dei bozzoli dei bachi da seta – e al conseguente ruolo di primo piano assunto nella fornitura di materia prima per il ramo tessile. Origami Furniture, Bergamo. L'albero del gelso compare nel blasone della famiglia. 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La cinquecentesca sala dei Nodari, all’interno di Palazzo Moroni, contiene affreschi di Pietro Damini e una pala di Domenico Campagnola. Palazzo Moroni si trova a Bergamo in via Porta Dipinta civico 12, conserva al suo interno una ricca collezione di oggetti nonché dipinti di Giovan Battista Moroni, Bernardino Luini, Cesare Tallone, che sono il patrimonio artistico della famiglia dei conti Moroni[1] gestito dalla Fondazione Museo del Palazzo Moroni ricevuto come dono dal conte Antonio dopo la sua morte del 2009. Ne risulta un susseguirsi di immagini suggestive e raffinate, sempre allineate ad un’efficace impostazione cromatica. $14.28 + shipping . Per questo motivo il portale d’ingresso è in posizione asimmetrica rispetto alla facciata, che unita alla dimensione non eccessiva del Palazzo – insolita per le abitudini del tempo – e alla sobrietà dell’impostazione, non anticipa la monumentalità e la ricchezza decorativa degli spazi interni. Ai contemporanei può sembrare troppo “pieno” un simile ambiente, ma  colmare le pareti equivaleva a mostrare tutta la propria ricchezza e nobiltà ed anche la simbologia delle immagini rappresentava un ottimo mezzo per raggiungere tale scopo. (1) La storia del casato Moroni risale al 1334 e al suo capostipite Sereno Moroni. ... Palazzo della Ragione: Il palazzo Vecchio viene costruito intorno alla metà del XII secolo. Del Giampietrino una Maddalena penitente e del Previtali Ritratto di famiglia raffigurante Giovannino di Bertolino Casotti abitante palazzo Cassotti in via Pignolo. La tappezzeria rosa mette in risalto la preziosità degli arredi. La sala gialla ha il soffitto a volta e presenta dipinti raffiguranti le arti in genere, come la musica, la pittura e il teatro. La sala cinese conserva medaglioni affrescati sul soffitto ricurvo e il mobilio laccato francese e la tappezzeria rosa.[9]. Il letto è sovrastato da un baldacchino drappeggiato. Gli fanno da contorno sulle nubi Giove, Giunone, Mercurio e Pan. Questa Dal 2020 fa parte dei beni del FAI.[2]. Ricerca online le opere e le foto della Fondazione. Il piano nobile del Palazzo può essere suddiviso in due settori, da un lato le maestose sale di rappresentanza e, dall’altro, quello più intimo e privato: un insieme luminoso e scevro da pesantezza, grazie alla levità dei delicati stucchi veneziani sulle pareti e al seminato veneziano per la pavimentazione, introdotti nel XIX secolo per adattare gli ambienti alla moda del tempo. Delicatamente affrescato alla fine del Settecento da Paolo Vincenzo Bonomini, il mezzanino è, nonostante la sua funzione di servizio, un ambiente di grande eleganza, testimonianza del gusto e dell’amore per il bello della famiglia Moroni. La decorazione del palazzo fu affidata al cremasco Gian Giacomo Barbelli nel 1649. Tra il 1436 e il 1459, ad opera di Bertolasio Moroni di Albino, ... Presenti all’interno splendidi affreschi di G.B.Tiepolo (1733), raffiguranti la vita di S.Giovanni Battista. Commento document.getElementById("comment").setAttribute( "id", "ad26677cee37998b3f851bf463eccce0" );document.getElementById("g580bdbc3e").setAttribute( "id", "comment" ); Bergamo da scoprire rappresenta l’evoluzione del mio primo blog, Creative Family, una grande pagina bianca, tutta da scrivere e colorare, attraverso la quale nell’aprile del 2010 muovevo i primi passi nel variegato mondo del blogging. Le discordie con il vicinato non erano certo mancate nei secoli, pare che i Marenzi avessero costruito il palazzo che stava di fronte e che fu distrutto per dare luce ai primi piani del fabbricato, fu edificato proprio conseguente a dissidi tra questi che erano imparentati con i Benaglio e i Moroni. A monte del sistema dei terrazzamenti si apre la vasta area del parco, che confina ad ovest con il complesso monumentale della Rocca e che è tuttora caratterizzato da esemplari arborei produttivi come i gelsi, simbolo della famiglia Moroni, i ciliegi e i fichi. Per questo la facciata si presenta in forma molto sobria, e con il portale asimmetrico, questo perché a causa de palazzo Marenzi che ne precludeva una giusta visualità. Nel 1649 Francesco Moroni affidò la decorazione degli interni a Gian Giacomo Barbelli, fecondo pittore cremasco, conosciuto in città per i pregevoli affreschi di Palazzo Terzi. 1604-1656) appare con le sue imprevedibili soluzioni spaziali che formano sulle pareti e sui soffitti visioni lontane di ampio respiro. e, dall’altro, quello più intimo e privato: un insieme luminoso e scevro da pesantezza, grazie alla levità dei delicati stucchi veneziani sulle pareti e al seminato veneziano per la pavimentazione, introdotti nel XIX secolo per adattare gli ambienti alla moda del tempo. See the top reviewed local architects and building designers in Palazzo Canavese, Piedmont, Italy on Houzz. series: Archivi di Storia dell'Arte Click on “CC”, at the bottom-right of … Free shipping for many products! Il pittore decorò le stanze con affreschi ricchi di prospettive, squarci di cielo, scene cariche di espressione e di simbologie nascoste. Francesco Moroni”. ). Nella Sala dell’Apoteosi di Ercole, l’eroe mitologico è su una quadriga dorata; con una mano impugna una clava e nell’altra le redini dei destrieri al galoppo. Tra i documenti vi è la raccolta dei documenti che testimonierebbero quello che fu il primo divorzio della storia di Bergamo e non solo. Search 1,595 Palazzo Canavese, Piedmont, Italy architects and building designers to find the best architect or building designer for your project. , i medaglioni del plafone sono raccordati da riquadri irregolari che attenuano l’andamento curvo del soffitto; prevalgono i colori celeste e rosso cupo che supportano la decorazione di un paesaggio dipinto con un insolito effetto avvolgente nella parte alta delle pareti. Sulle pareti, nove figure allegoriche rappresentano le qualità di questa famiglia, degna di essere ricordata nei secoli: l’Antichità, la Nobiltà, la Santità, il Valore, la Fortuna, la Ricchezza, la Dignità, l’Onore e la Sapienza: tutte inserite in riquadri dipinti da Giovan Battista Azzola. Un primo ramo si distaccò nel 1390 con Peccino Moroni, un secondo ramo, nato nel 1419 con Marco, diede origine all’attuale dinastia. IL MORONI FRANCESCO ROSSI Ed DEL SONCINO X. A questo primo nucleo appartengono inoltre una Maddalena penitente del Giampietrino, allievo e seguace di Leonardo da Vinci, e un Ritratto di famiglia del bergamasco Andrea Previtali. Negli ambienti di Palazzo Terzi affrescati all'indomani dell'impresa in Palazzo Moroni (dove lo stesso artista tornò a lavorare sui ponteggi con il suo primo maestro, il cremasco Gian Giacomo Barbello, 1650-1653), il Ghislandi sfodera un'audacia nuova e personale. In seguito proseguiremo per la vicina Basilica di Santa Maria Maggiore per ammirare le splendide ... tra cui il ciclo di affreschi con Scene della vita di Maria, dipinto nel 1525 nella cappella laterale di sinistra. Umberto Allemandi. L'appartamento è stato ristrutturato con gusto e tutti i confort moderni, lasciando inalterati alcuni elementi dell'epoca della costruzione come i soffitti in legno e le colonne in mattoni dell'epoca che conferiscono un fascino particolare agli ambienti. Il dipinto è opera del Barbelli e le quadrature di Domenico Ghislandi dell'Apoteosi d'Ercole e infine della Gerusalemme Liberata dedicata a Torquato Tasso. Le fortune di Francesco, il matrimonio con Lucrezia Roncalli da Chignolo nel 1631 e i numerosi figli che ne seguirono, lo indussero alla costruzione del Palazzo sul terreno di “Porta Penta”, l’attuale Porta Dipinta, vendutogli dalla famiglia dei conti Pesenti, poi estinta. Torino, 2003; bound, pp. Il primo terrazzamento si presenta nella forma tipica dei giardini all'italiana. Pare che la giovane venne rimandata alla famiglia d'origine perché i Moroni non avevano adempiuto al versamento della dote nella cifra precedentemente concordata. Le sale conservano anche ceramiche provenienti da Capodiponte, Meissen, Wedgwood e Sèvres. [15] Alcuni di questi documenti risalgono al XIV secolo. Al n°12 di Via Porta Dipinta si apre il portale d’ingresso di Palazzo Moroni, che, con la sua facciata sobria e quasi severa, non lascia presagire le decorazioni degli ambienti interni, considerate una delle espressioni più significative dell’arte barocca in Bergamo. [8] I suggestivi ambienti costituiti dalle grandi Sale di Palazzo Moroni conservano un meraviglioso ciclo di affreschi ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, realizzato dal 1649 al 1654 da Gian Giacomo Barbelli, qui coadiuvato dai quadraturisti Giovan Battista Azzola e, nella Sala della Caduta dei Giganti, da Domenico Ghislandi, padre del celebre fra’ Galgario. Questo ambiente che doveva essere di servizio, conserva un locale voltato e affrescato nel Settecento da Paolo Vincenzo Bonomini che presenta sulle pareti una balaustra con vasi e putti inseriti in un lussureggiante paesaggio. La sala conserva due preziosi vasi cinesi risalenti al XVIII secolo e un dipinto di paesaggio ottocentesco di Julius Lange, acquistato dall'accademia di Brera. Per osservare con stupore gli affreschi seicenteschi dello Scalone d’onore realizzati da Gian Giacomo Barbello, una delle testimonianze più significative del Barocco a Bergamo Per passeggiare tra aiuole e alberi potati ad arte nei giardini pensili e terrazzati di impianto seicentesco.